Direzione Didattica 3° Circolo di Carpi

Anno scolastico 2005/2006

Facciamo un gioco....

Musica in...gioco - Laboratorio Recuperandia

I bambini e le bambine della sezione 4/B della scuola dell’infanzia “Albertario”

A cura di Loredana Paltrinieri e Cristina Po

Premessa

Il percorso “Musica … in gioco!”nasce in un primo tempo, dal desiderio di offrire ai bambini e alle bambine della nostra sezione l’opportunità di continuare l’esperienza dello scorso anno scolastico sulla musica e sul movimento, esperienza vissuta con forte partecipazione ed entusiasmo. Varie e diversificate sono state infatti le attività proposte: tra queste quella con gli strumenti musicali a cui però non eravamo riuscite a dare un giusto seguito con la creazione di strumenti propri, attività che, a nostro avviso, non poteva mancare per l’interesse mostrato dai bambini da un lato e per le implicite opportunità di esperienze creative/manipolative dall’altro.

Non solo: all’inizio di questo anno scolastico individuiamo ed elaboriamo , come insegnanti delle scuole dell’infanzia del Circolo, un progetto sul gioco (“Facciamo un gioco ..” appunto), per valorizzarne le diverse forme ed espressioni ritenendo ciò indispensabile al processo di crescita del bambino, in particolare del bambino d’oggi che risente purtroppo di tempi e spazi sempre più ridotti, sempre meno rispondenti alle sue più profonde esigenze.

Nasce così l’idea di un progetto sulla costruzione degli strumenti musicali, che dia ampio spazio e tempo al fare del bambino, che favorisca la curiosità di scoprire materie e materiali non per ciò che sono, ma per ciò che evocano e quindi potrebbero essere, che stimoli l’osservazione, l’invenzione …che contribuisca a sviluppare la capacità di acquisire fiducia in sé.

A tal proposito, ci sembrano molto significativi i concetti che seguono, che condividiamo pienamente e che rappresentano in sintesi la motivazione più profonda al progetto che poi verrà illustrato.

“ ….E’ giunta l’ora per i “grandi” di riflettere con propositività sull’idea di lasciar tempo ai bambini perché siano bambini, nonché sull’ipotesi di costruire spazi idonei in cui possa “esplodere” quella allegra complicità di giochi, vera e autentica attività infantile, dove esplorazione, conoscenza, afabulazione, fantasia, creatività si danno la mano."

Giocare serve per conoscere meglio le cose, le persone, negare al bambino il gioco equivale a vietargli di imparare. Un bambino che impara giocando, con gli amici, costruendo e ingegnandosi con le proprie mani è un bambino felice.”

E ancora …C’è una grande differenza fra costruire un giocattolo e comprarlo.

Il gioco è la vita stessa del bambino, è la sua prova generale per la vita futura. Il gioco è ricerca delle sue possibilità, verifica delle capacità, scoperta del mondo. La costruzione di un giocattolo permette al bambino di valorizzare la sua creatività e vedere la propria fantasia diventare realtà.”

Da “I giocattoli dei popoli” di Zavalloni e Papetti


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